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Comunicato – 11 Novembre 2016

VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2016 09.50.06

Terremoto: comitato Accumoli, risolvere subito criticita’

ZCZC1111/SXR XRM41319_SXR_QBXL R CRO S43 QBXL Terremoto: comitato Accumoli, risolvere subito criticita’ ‘Buona educazione non e’ arrendevolezza’ (ANSA) – RIETI, 11 NOV – “Dopo il primo momento di smarrimento pensavamo che la macchina organizzativa si rimettesse in moto. Invece ancora ci sono criticita’ evidenti”. E’ quanto scrive in una nota il Comitato Radici Accumolesi di Accumoli, uno dei comuni reatini maggiormente colpiti dal sisma del 24 agosto scorso. “Facciamo un appello al sindaco di Accumoli Stefano Petrucci – prosegue il Comitato – affinche’ si adoperi per risolverle, facendo le giuste pressioni, anche per le materie che non sono di sua stretta competenza. Ci riferiamo essenzialmente ad alcuni problemi che sono motivo di disorientamento e preoccupazione per i cittadini”. Il Comitato fa riferimento alla sorveglianza e alla sicurezza nella zona rossa, al recupero dei beni, alla messa in sicurezza e alla rimozione delle macerie, alla viabilita’, ai danni subiti dai cimiteri e alla mancanza di personale negli uffici comunali. “Non vorremmo – prosegue il Comitato Radici Accumolesi – che la buona educazione si scambiasse per arrendevolezza. Tale situazione non puo’ continuare in questo modo. Qui si misura la volonta’ delle amministrazioni pubbliche a rispettare gli impegni presi e ad avere rispetto e considerazione – concludono – anche di chi non urla in televisione e non fa proclami”.(ANSA). Y1Q-CNT 11-NOV-16 09:48 NNNN

Comunicato – 11 Novembre 2016

VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2016 11.00.08

Terremoto: comitato civico Accumoli, risolvere subito criticita’ =

Terremoto: comitato civico Accumoli, risolvere subito criticita’ = (AGI) – Roma, 11 nov. – Risolvere immediatamente le “evidenti criticita'” di Accumoli, uno dei paesi devastati dal sisma del 24 agosto, e letteralmente raso al suolo a seguito delle violente scosse del 26 e del 30 ottobre. E’ l’appello del comitato civico Radici Accumolesi, che chiede interventi immediati alle istituzioni, locali e non: “Dopo il primo momento di smarrimento pensavamo che la macchina organizzativa si rimettesse in moto – scrive il comitato in una nota – invece ancora ci sono criticita’ evidenti. Facciamo un appello al sindaco di Accumoli Stefano Petrucci affinche’ si adoperi per risolverle, facendo le giuste pressioni, anche per le materie che non sono di sua stretta competenza”. Una dopo l’altra, il comitato elenca le principali criticita’ di un territorio martoriato: “Abbiamo la percezione – prosegue la nota – che ci sia stato un allentamento della vigilanza e un insufficiente controllo delle zone rosse coperte da postazioni fisse. La popolazione e’ preoccupata a causa dei malintenzionati e vorrebbe che ci fosse maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio diminuendo gli intervalli di tempo che intercorrono tra un controllo e l’altro della vigilanza mobile. Stiamo aspettando che si proceda finalmente alla messa in sicurezza di quel poco che e’ rimasto del centro storico di Accumoli, come il Palazzetto del Podesta’, che insieme alla torre civica rappresentano il simbolo della fierezza della nostra comunita’ e la parte rimanente di Palazzo Organtini. Non possiamo piu’ permettere che i ritardi della burocrazia cancellino del tutto ogni traccia della nostra storia come e’ stato per gli altri palazzi storici. Siamo preoccupati dei ritardi che si potrebbero accumulare in quanto abbiamo constatato che, dopo il sisma del 24 Agosto, la Soprintendenza del Lazio, a cui spettera’ il compito di verificare e catalogare le pietre dei monumenti e palazzi vincolati, non e’ riuscita a far mettere in sicurezza la quasi totalita’ dei palazzi storici di Accumoli. (AGI) Ri1 (Segue) 111059 NOV 16 NNNN

Comunicato – 10 Novembre 2016

Il Comitato Radici Accumolesi si fa interprete della preoccupazione dei cittadini di Accumoli e frazioni per la situazione che si è venuta a creare dopo la scossa devastante del 30 ottobre. Dopo il primo momento di smarrimento pensavamo che la macchina organizzativa si rimettesse in moto. Invece ancora ci sono criticità evidenti.
Facciamo un appello al sindaco di Accumoli Stefano Petrucci affinché si adoperi per risolverle, facendo le giuste pressioni, anche per le materie che non sono di sua stretta competenza. Ci riferiamo essenzialmente ai seguenti problemi motivo di disorientamento e preoccupazione per i cittadini:
1 Sorveglianza e sicurezza – Abbiamo la percezione che ci sia stato un allentamento della vigilanza e un insufficiente controllo delle zone rosse coperte da postazioni fisse. La popolazione è preoccupata a causa dei malintenzionati e vorrebbe che ci fosse maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio diminuendo gli intervalli di tempo che intercorrono tra un controllo e l’altro della vigilanza mobile;
2 Recupero beni – siamo consapevoli che la situazione di pericolo e impraticabilità delle zone rosse rallenti o non permetta il recupero dei beni. Le persone vivono nel dramma di vedere i loro paesi distrutti e non avere la possibilità di recuperare cose a loro care. Anche il recupero di un piccolo oggetto, può essere molto importante. A tal proposito occorrerebbe spostare le macerie quel tanto che dia la possibilità di avvicinarsi a tutte le abitazioni;
3 Messa in sicurezza e rimozione delle macerie – Stiamo aspettando che si proceda finalmente alla messa in sicurezza di quel poco che è rimasto del centro storico di Accumoli come il Palazzetto del Podestà che insieme alla torre civica rappresentano il simbolo della fierezza della nostra comunità e la parte rimanente di Palazzo Organtini,. Non possiamo più permettere che i ritardi della burocrazia cancellino del tutto ogni traccia della nostra storia come è stato per gli altri palazzi storici. Siamo preoccupati dei ritardi che si potrebbero accumulare in quanto abbiamo constatato che, dopo il sisma del 24 Agosto, la Soprintendenza del Lazio, a cui spetterà il compito di verificare e catalogare le pietre dei monumenti e palazzi vincolati, non è riuscita a far mettere in sicurezza la quasi totalità dei palazzi storici di Accumoli. Se ci sono problemi di organico non sufficiente dovrebbe essere possibile attingere ai ruoli delle soprintendenze di altre Regioni.
4 Viabilità – la rete stradale, dopo l’ultimo sisma, ha riportato dei danni rilevanti, aggravati dal fatto che lungo le direttrici insistono abitazioni pericolanti che potrebbero rivelarsi di ostacolo alla circolazione e procurare nocumento all’incolumità delle persone. Crediamo che i fabbricati in questione debbano essere demoliti. Nel tal caso chiediamo che vengano preventivamente avvisati i proprietari. La presa in carico, da parte dell’Anas o dell’Agenzia Regionale, delle strade comunali e provinciali del nostro territorio non è più prorogabile;
5 Cimiteri – E’ iniziato molto lentamente, a causa della minore disponibilità di squadre di vigili del fuoco, il lavoro di copertura delle bare fuoruscite dai loculi devastati dal sisma. Occorrerebbe procedere con ditte specializzate per rimuovere tutte le bare e dar loro una collocazione dignitosa prima che rovinino a terra.
6 Scarsità di personale – E’ forte la preoccupazione del Comitato per la situazione di disagio che stanno attraversando gli uffici del Comune di Accumoli sia dal punto di vista logistico che in riferimento alle risorse messe in campo. Il personale, nonostante l’impegno profuso, non riesce a svolgere pienamente tutti i numerosi adempimenti che la situazione drammatica richiederebbe, non riuscendo a soddisfare le esigenze e le richieste della popolazione. Il personale va assolutamente integrato con profili professionali adeguati sia dal punto di vista tecnico che amministrativo.
Non vorremmo che la buona educazione si scambiasse per arrendevolezza. Tale situazione non può continuare in questo modo. Qui si misura la volontà delle amministrazioni pubbliche a rispettare gli impegni presi e ad avere rispetto e considerazione anche di chi non urla in televisione e non fa proclami.
Il presidente del Comitato “Radici Accumolesi”
Renzo Colucci

Comunicato – 08 Novembre 2016

Osservazioni e valutazioni elaborate dal comitato e consegnate al Sindaco di Accumoli che questa mattina le presenterà alla commissione parlamentare che dovrà acquisizione gli emendamenti di modifica al decreto sulla ricostruzione.

Fermo restando il giudizio complessivamente positivo sui contenuti del decreto, rimangono due potenziali criticità, la prima riguarda la filiera amministrativa che si è pensata e le funzioni affidati ai singoli organismi, la seconda invece in merito agli effetti di alcune previsioni (es. il subappalto) che pur pensate in termini di trasparenza e sicurezza, potrebbero determinare effetti negativi sull’economia locale.
Il decreto prevede per il conseguimento della ricostruzione, la creazione ex novo di una pluralità di soggetti amministrativi con diverse funzioni:
a) Il Commissario che assume il ruolo di regia complessiva della ricostruzione;
b) Art. 1 comma 6) COMITATI ISTITUZIONALI – costituiti da Regioni, province e Sindaci dei Comuni interessati che :
 discutono le scelte strategiche;
 predispongono con il Commissario lo schema di convenzione da sottoporre agli UFFICI SPECIALI;
c) Art. 3 – Gli UFFICI SPECIALI della Ricostruzione, rappresentano l’albero motore di tutta la filiera, costituiti da Regione e Comuni interessati articolati in strutture territoriali e si occupano, tra l’altro, di:
 Pianificazione urbanistica connessa la ricostruzione;
 Curare l’istruttoria per il rilascio dei contributi;
 Approvano i progetti sostituendosi ai Comuni;
 Curano la ricostruzione pubblica;
 Sportello Unico delle Attività Produttive;
d) Art. 16 – COMMISSIONE PERMANENTE composta dal Commissario, dal MIBAC, Ministero Ambiente, MIT, Regioni ed Ente Parco con la funzione di
A. Accelerare la ricostruzione;
B. Garantire la omogeneità nella programmazione e nella pianificazione, coordinamento e controllo delle operazioni di ricostruzioni, decisioni in ordine alla programmazione-
e) I COMUNI che individuano le UMI.
Come si evince si tratta di una filiera molto articolata le cui funzioni vanno ben calibrate al fine di evitare una sovrapposizione di competenze che notoriamente sono foriere di contenzioni e ritardi, l’unica cosa che oggi non è concesso permettersi; nello specifico;
• I COMITATI ISTITUZIONALI e gli UFFICI SPECIALI son costituiti praticamente dagli stessi soggetti istituzionali (l’unica differenza è costituita dalla Provincia) ed entrambi si occupano di strategie (la prima discute le scelte strategiche, la seconda si occupa, tra l’altro, della pianificazione urbanistica) è opportuno mantenere in piedi due strutture che per la parte più qualificante fanno la stessa cosa?
• La COMMISSIONE PERMANENTE oltre ad approvare la Pianificazione urbanistica che è stata già approvata dai Comuni e dagli Uffici Speciali, dovrebbe occuparsi anche di accelerare la ricostruzione e garantire la omogeneità della programmazione e della pianificazione (che essa stessa ha preliminarmente approvato) nonché assumere (un’altra volta) decisioni in ordine alla programmazione.
Pertanto si potrebbe proporre:
1. Valutare la possibilità di sopprimerne la figura dei COMITATI ISTITUZIONALI rinviando le funzioni di pianificazione strategica ai soli UFFICI SPECIALI che peraltro restano comunque sotto il controllo del Commissario ed inoltre, tali scelte, prese di concerto con la popolazione, sono sottoposte comunque all’approvazione del COMITATO PERMANENTE;
2. Il COMITATO PERMANENTE dovrebbe avere solo una funzione di controllo di carattere generale e non operativa, come potranno dei soggetti che non hanno avuto alcun ruolo nella fase di programmazione ed operativa occuparsi di “accelerare la ricostruzione” senza creare potenziali situazioni di confusione e possibilità di ritardare invece di accelerare.
Inoltre il cronoprogramma previsto nei vari articoli per la predisposizione degli atti programmatori, 150 gg. per la individuazione della UMI da parte dei Comuni, 150 gg. per la predisposizione del piano della ricostruzione da parte degli Uffici Speciali, paiono eccessivi e potrebbero essere considerevolmente ridotti, anche in considerazione della possibilità di rinforzare gli organici prevista nel decreto.
ART.3 I COMMA 6:
Un ulteriore modifica potrebbe/dovrebbe essere apportata all’art. 31 comma 6 ove relativamente i lavori privati, è previsto “6. Nei contratti fra privati, è possibile subappaltare lavorazioni speciali, previa autorizzazione del committente, nei limiti previsti dalla vigente normativa. In tale ipotesi, il contratto deve contenere la dichiarazione di voler procedere al subappalto, con l’indicazione della misura e dell’indennità dei subappaltatori, i quali devono a loro volta essere iscritti nell’Anagrafe di cui all’art. 30, comma 6 . Sono tutte nulle le clausole che dispongono il subappalto al di fuori dei casi e dei limiti sopra indicati.” .
La previsione, per quanto adottata ai fini di prevenire possibili infiltrazioni di soggetti “a rischio”, come peraltro confermato dal Commissario Errani nell’incontro di San Benedetto del Tronto, determina nei fatti la esclusione dal processo della ricostruzione privata dei piccoli operatori economici locali, per lo più artigiani, in quanto il comma 6 limita la possibilità di subappalto solo alle lavorazioni speciali, previsione non prevista per il subappalto dei lavori pubblici, ove gli stessi potrebbero, almeno teoricamente, operare senza problemi, purché iscritti nell’Anagrafe di cui all’Art. 30, pertanto, considerato che la norma come prevista determina una disparità di trattamento, si badi bene a parità di condizioni dato che sia per il privato che per il pubblico per accedere al subappalto bisogna essere iscritti nell’Anagrafe, si chiede la eliminazione della limitazione alle solo lavorazioni speciali includendo anche la possibilità di subappalto, relativamente ai lavori privati, anche per la categoria prevalente.
Peraltro non si comprende la disparità di trattamento tra il subappaltatore che opera nel pubblico e quello che opera nel privato dato che, entrambi debbono essere iscritti nell’Anagrafe, se questa funziona per i lavori pubblici perché non dovrebbe funzionare per i lavori privati?; inoltre si potrebbe determinare la situazione che l’artigiano locale potrebbe risultare idoneo a subappaltare lavori di ricostruzione nelle categoria prevalente relativamente i lavori a committenza pubblica, al contempo potrebbe non esserlo per la ricostruzione privata.
Il Comitato